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Francesch Vicent
Segorbe ~1450 - ~1512




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di Daniele Ciani

Francesch Vicent (1) fu l'autore del primo trattato di scacchi a stampa del mondo. Quasi nulla si conosce della sua vita, se non che nacque in Spagna, a Segorbe, intorno alla metà del XV secolo. Il 15 maggio del 1495 pubblicò a Valencia l'incunabolo (2) dal titolo: "Libre dels Jochs partitis del Schachs en nombre de 100" (3), trattato che influenzò, in modo determinante, le successive opere di Lucena (1497), di Damiano Portoghese (1512) (4), di Luca Pacioli (inizi del XVI sec.) e di Girolamo Cardano (1530). Di esso vi è notizia solo attraverso la testimonianza di antichi bibliofili poiché il testo non ci è mai pervenuto (5). L'opera di Vicent diede un grande contributo all'evoluzione degli scacchi medioevali verso le regole moderne, attualmente in uso, introducendo la figura chiave della regina in sostituzione del pezzo, arabo, conosciuto con il nome di firzan (6), o anche ferza il cui raggio di azione era molto limitato, potendosi spostare solamento in diagonale di un passo, avanti o indietro.

  1. La città di Segorbe, piccolo comune della comunità Valenciana, in suo onore, gli dedicò l'asteroide scoperto dall'astronomo Rafael Ferrando il 2 giugno 2002.
  2. Con il termine incunabolo (o incunabulo) si definisce convenzionalmente un documento stampato con la tecnologia dei caratteri mobili e realizzato tra la metà del XV secolo e l'anno 1500 incluso. A volte è detto anche quattrocentina.
  3. "Libre dels Jochs partitis del Schachs en nombre de 100; ordenat e compost per mi Francesch Vicent nat. en. la ciutat de Segorb e criat de la insigne e valerosa ciutat de Valencia." - Valencia; estampat per mans de Lope de Roca Alemany e Pere Trinchet librere a XV de May, del any M.CCCCLXXXXV. (1495). 4to.
  4. "We know of no copy of this book now preserved, but very probably Lucena and Damiano had recourse to its stores" - Chess Player's Chronicle - 1854
  5. L'ultimo esemplare conosciuto era conservato nella biblioteca del monastero benedettino di Monserrant. Del prezioso libro si sono perse le tracce durante l'invasione napoleonica del 1811. Le truppe francesi, che si erano trincerate presso Monserrant, utilizzarono purtroppo i manoscritti, le pergamene e libri antichi della biblioteca nella costruzione di cartucce per i propri fucili.
  6. Nello Shatranj, antica forma arabo-persiana degli scacchi, non esisteva alcuna figura femminile e, al posto della regina, vi era un altro pezzo, molto più debole, denominato firzan (in spagnolo alferza derivante dal persiano farzin, visir, consigliere reale). Nell'ultimo quarto del XV secolo, inizialmente nel levante spagnolo e poi rapidamente in tutta Europa, il firzan venne sostituito da un pezzo molto più forte e agile, la Donna o Regina, ad imitazione della potente monarca Isabella I di Castiglia detta la Cattolica. Questa modifica costituì un cambiamento epocale nelle regole del gioco, rendendolo molto più agile e spettacolare.

Fonti Storiche


 
    
 1827 

Justo Pastor Fuster
"Biblioteca valenciana de los escritores que florecieron hasta nuestros días. Con Adiciones y enmiendas a la de D. Vicente Ximeno por D. Justo Pastor Fuster"
Valencia 1827


FRANCISCO VICENT Natural de la Ciudad de Segorbe, como él mismo lo dice en el frontispicio de su obra , que compuso y publicó con el siguiente título:

Libre dels jochs partits dels scachs en nombre de 100 ordenat é compost per mi Francesch Vicent nat en la ciutat de Segorb é criat é vehi de la insigne é valerosa ciutat de Valencia. = Acaba. = A loor é gloria de nostre Redentor Jesu Christ fonc acabat lo dit libre que ha nom libre deis jochs partits dels scachs en la insigne ciutat de Valencia é estampat per mans de Lope de Roca Alemany é Pere trincher librere á XV dies de Mag. del any MCCCCLXXXXV. En 4.°

Edición y libro singularmente raro, y apenas conocido. Reparo que en la voz librere sobra la última e; y en la ortografía valenciana no se escribe Mag., pues falta una i entre la a y g, debiendo decir Maig. Pueden ser muy bien erratas, ó del impresor ó del que le dió la noticia al P. Méndez, de cuyo libro habla en la Tipografía española tomo I, pág. 83.
También trata de nuestro autor y obra, y con los dos mismos yerros de imprenta que hemos notado, el Abate D. Raimundo Diosdado en su obra de primae Typographiae Hispaniae aetate. Roma 1793, al núm. cxv, pág. 54.
El juego de que habla nuestro escritor, es el del algedrez, enseñando el modo de jugar, con la esplicacion de cien partidas diferentes.







  
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